❝Non sai quanto vorrei essere il tuo ‘mi sono innamorato di lei come un coglione.’ che sussurri al tuo amico, con occhi pieni d’amore.❞ || जी

"Mi ha sorriso,
ed io non sapevo
neanche più
dove avessi la testa,
e le braccia, e le gambe,
e lo stomaco, e i polmoni.”
— Susanna Casciani 
Anonimo asked: se tagliarvi vi fa così male, perché lo fate? dopo che vi siete tagliate, avete risolto qualcosa?

unaragazzadimenticata:

Ma cristo, il cervello lo usate o ce l’avete solo per riempire il vuoto nella vostra testa?
Apriamo anche questo argomento e affrontiamolo una volta per tutte.
Il ‘tagliarsi’ non è solo uno sfogo. E’ una malattia. Così come l’anoressia, la bulimia, la depressione e i vari disturbi che non sto ad elencare.
Cosa credi, che una persona che soffre di depressione sia felici di soffrire? Una persona con un attacco d’ansia sia contenta di stare male ogni 2 per 3?
Ma cazzo, cosa non capite dell’autolesionismo? No davvero, spiegatemelo.
Se una persona arriva a tanto (e credimi, arrivare a segnarsi il corpo è una cosa molto grave) è perchè tutto il dolore la sta soffocando. Dentro non ci sta più e ha bisogno di spazio. Qualsiasi posto disponibile.
E fa male, questo è intuibile. Ma fa più male dopo, quando sei costretta a tenerti tutto dentro. E in quel momento qualcosa risolvi, cazzo. Ti distrai.
Vedere il sangue scendere, sentire il pizzico della lama sulla pelle. Cristo, dopo un po’ lo trovi pure piacevole. E vaffanculo, questo è l’inferno, qui inizia la discesa. Quando capisci che hai bisogno di vedere più sangue e più ferite, lì capisci che non si può risolvere nulla. Ma in quei momenti non ci pensi. Non pensi a cosa accadrà dopo, non pensi a quanto ci starai male, a quanto possa fare male. In quel millesimo di secondo l’unica cosa che pensi è ‘devo farlo, ne ho bisogno’. Diventa un’ossessione. E ti porta ad ucciderti, lentamente.
Ripeto, non si scherza su queste cose. E va bene il fatto di non riuscire a capire questo, ma nessuno, NESSUNO, deve permettersi di criticare o addirittura insultare una persona che arriva a questo, poiché è una cosa seria.

Dopo ciò, puoi benissimo continuare a pensare che sia una ‘cavolata’, ma non arrivare a etichettare tutti gli autolesionisti come ‘vittime’ e ‘coglioni’ solo perchè invece di urlare, piangere, ballare o cose del genere, preferiscono sfogarsi sul proprio corpo.

"Non criticare quello che non puoi capire".

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